Come funziona la realtà aumentata?

Spesso le espressioni “realtà virtuale” e “realtà aumentata” vengono utilizzate come sinonimi: in realtà le due tecnologie, pur avendo qualche tratto in comune, sono estremamente diverse tra loro. Da un punto di vista puramente cronologico, è la VR a nascere per prima, perché la storia della realtà virtuale inizia non pochi decenni fa, addirttura negli anni ’50. Se invece prendiamo in considerazione il successo e la diffusione, a vincere è sicuramente la realtà aumentata, tecnologia sempre più usata, anche per scopi commerciali, che fa delle esigenze hardware minori il suo punto di forza.

augmented reality realtà aumenta ARPer capire veramente cos’è la realtà aumentata, dobbiamo fare un passo indietro, e scoprire cosa si intende per realtà virtuale. La Virtual Reality, spesso abbreviata in VR, è il tentativo (ormai sempre più riuscito) di creare un mondo interamente virtuale, e fare in modo che l’utente si cali in esso accorgendosi sempre meno che si tratta di una funzione. La realtà virtuale, quindi, è paragonabile ad un’espansione del mondo videoludico (non a caso, i videogiochi sono stati tra i primi applicativi VR), che viene mostrato al giocatore grazie ad appositi visori, in grado di isolarlo dal mondo esterno e catapultarlo in una nuova dimensione digitale.

Proprio quest’ultimo aspetto è una delle principali differenze tra realtà virtuale e realtà aumentata (in inglese, augmented reality, abbreviato in AR), poichè mentre la prima, come si è detto, punta all’estraniazione dell’utente, la seconda cerca di mescolare componente reale e componente immaginaria: come intende farlo, non è facile spiegarlo, anche perchè diverse sono state le tecniche messe a punto negli anni, ognuna con un obbiettivo ben preciso.

Come funziona la realtà aumentata?

Hai presente quei robot super cattivi che hanno conquistato le sale cinematografiche negli anni Ottanta e Novanta? Bene, la realtà aumentata nel suo stato primordiale era protesa, e in alcuni casi lo è ancora, proprio verso quel tipo di risultato. Il sistema di AR più basilare è infatti composto da un sensore fotografico, una processing unity principale (che può essere un computer, uno smartphone, o qualsiasi altro sistema in grado di elaborare video) e un display: queste tre componenti, insieme, creano un dispositivo per la realtà aumentata perfettamente funzionante. Come funziona? Semplice: il sensore fotografico riprende la realtà circostante e, in tempo reale, invia la sorgente video all’unità centrale che, dopo i dovuti calcoli, inoltra il video opportunamente modificato al display, che è la componente attraverso cui l’utente interagisce con il sistema.

augmented reality realtà aumentata appOra, sorge giustamente un’altra domanda: cosa sono questi “dovuti calcoli”, e in che modo il video viene “opportunamente modificato”? Il modo più semplice di rispondere a questi interrogativi è utilizzare degli esempi. Prendiamo in considerazione uno smartphone, device che soddisfa tutti i requisti sopra elencati: c’è la fotocamera, c’è una processing unity, c’è anche un display (bello ampio) che mostra il frutto dell’elaborazione. Alcune app AR per smartphone mostrano ciò che l’obiettivo cattura, aggiungendo alcuni elementi digitali: descrizione di cosa si sta visualizzando, tag per il posizionamento, e molte altre informazioni che possono aiutara l’utente nella vita di tutti i giorni, magari localizzando con un precisione un bar o un ristorante, o fornendo le previsioni meteo di una determinata zona. Questo tipo di realtà aumentata è il più semplice da realizzare, ed è molto utilizzato da società piccole e grandi che, anche con un budget ridotto, possono sviluppare app AR per smartphone e promuovere la loro attività.

Le differenze tra Mixed Reality e Augmented Reality

La realtà aumentata, però, è andata oltre, e attingendo a piene mani dalla realtà virtuale ha dato vita ad una nuova versione di se stessa, che potremmo chiamare augmented reality 2.0, ma che viene invece indicata con il nome di Mixed Reality, “Realtà Mescolata”, proprio perchè è in grado di mescolare aspetti della AR a caratteristiche proprie della VR. La Mixed Reality, in particolar modo, riprende dalla Augmented Reality il principio di “non isolamento”, continuando a mostrare all’utente ciò che sta accadendo intorno a lui, grazie alla sorgente video proveniente da uno o più sensori fotografici.

mixed reality augmented reality appIn questo caso le modifiche effettuate al video di partenza sono molto più invasive: utilizzando sistemi di tracking avanzati, l’ambiente circostante viene passato al setaccio, ricreato in 3D, e arricchito di elementi digitali come modelli in tre dimensioni che interagiscono con esso e con l’utente. Per arrivare ad un risultato tanto soddisfacente, la Mixed Reality fa proprie tecnologie della realtà virtuale, come l’utilizzo dei dati provenienti da sensori dedicati affiancati alla fotocamera o l’uso di algoritmi in grado di analizzare i comportamenti della luce e i movimenti dei soggetti ripresi. Anche in questo caso, gli scenari che vengono aperti sono molteplici: si può, ad esempio, provare come starebbe in salotto quel divano che ci piace tanto, o giocare a titoli che mescolano realtà e finzione, come fa in parte il noto Pokémon GO (che, però, utilizza una tecnologia più acerba).

Quali sono i dispositivi pensati per la realtà aumentata?

Se per la realtà virtuale è facile fare un identikit dei dispositivi per essa pensati, per la realtà aumentata il discorso diventa leggermente più complesso. Per godere della VR, infatti, è imprescindibile l’uso di un visore dedicato, come possono esserlo l’HTC Vive o l’Oculus Rift, mentre per l’AR basta anche un semplice smartphone: molte delle piattaforme per la realtà aumentata sono pensate per i dispositivi mobili, con Google (già dietro ad Android) che ricopre un ruolo di primaria importanza, grazie a servizi già disponibili e numerosi altri progetti in cantiere.

Tuttavia, è sbagliato pensare che non esistano dispositivi che fanno della realtà aumentata la loro ragion d’essere: senza allontanarci da Mountain View, troviamo ancora una volta Google al centro del palcoscenico, con i suoi Google Glass, degli occhiali intelligenti che hanno fatto il loro debutto qualche anno fa, non ottenendo il successo sperato. In realtà, i Google Glass hanno pagato caro il prezzo di essere un prodotto troppo avveniristico, finendo sugli scaffali quando realtà aumentata era un’espressione ancora sconosciuta ai più.

microsoft hololens ar augmented realityOggi che la cultura a riguardo è sempre maggiore, numerosi sono i produttori che hanno deciso di seguire il solco lasciato da Google: restando tra i giganti, Microsoft sta dedicando molte risorse allo sviluppo di HoloLens, un visore per la Mixed Reality che, a detta di molti, è per il momento il dispositivo più avanzato in questo settore. Quanto il mercato sia pronto ad accogliere questi nuovi e costosi device, non è ancora ben chiaro: per evitare la disavventura di Google, i produttori sono ancora restii ad avviare le produzioni di massa di tali dispositivi, ma la situazione potrebbe cambiare radicalmente già nei prossimi mesi quando la realtà aumentata, da feature per smartphone, diventerà una realtà consolidata nel mondo dell’informatica.

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