Film in realtà virtuale: è questo il futuro del cinema?

La realtà virtuale sarà in grado di rivoluzionare il cinema? La risposta è, molto probabilmente, sì. I visori VR, che hanno già ottenuto un ottimo successo nel mondo dei videogiochi, da qualche anno si stanno preparando ad invadere un altro grande settore dell’intrattenimento, quello dei film. Le possibilità offerte dalla visione di filmati a 360 gradi sono pressocché infinite: nessuno schermo tradizionale, per quanto grande e ad alta risoluzione, può garantire l’immersione offerta da un buon visore per la realtà virtuale, a patto che si riescano a superare alcuni limiti tecnici ancora presenti, anche se in forma estremamente più lieve rispetto a qualche anno fa.

people watching vr movie filmParallelamente allo sviluppo dei visori VR si è avuto un forte cambiamento nel mondo delle riprese video, che si è orientato verso la creazione di filmati panoramici e super-panoramici in grado di sfruttare a pieno le potenzialità della realtà virtuale. I film in realtà virtuale, infatti, permettono di superare il limite del campo visivo, svincolando lo spettatore dai limiti fisici dello schermo: insomma, non si guarda più solo quello che il regista ha stabilito che si debba vedere, ma un intero mondo (tridimensionale) che cambia con l’avanzare del film.

Non tutti i film VR riescono col buco

Parlando di film in realtà virtuale, è necessario fare una precisazione: con questo termine, infatti, vengono indicati contenuti e tecniche di visione spesso molto diverse tra loro. I film VR veri e propri sono (o, dovrebbero essere) quelli prodotti tenendo a mente la realtà virtuale già al momento delle riprese e del montaggio: ad oggi, sono più difficili da realizzare rispetto ai film tradizionali, perché richiedono attrezzature particolari come le videocamere a 360 gradi e ci si trova a dover gestire una mole di dati estremamente superiore. Inoltre, mentre per un film canonico si deve curare solo quello che cattura l’obiettivo della telecamera, è indispensabile che l’intero “set” sia perfetto, dovendo lavorare a 360 gradi, con un conseguente maggior coinvolgimento di attori e scenografie e un risultato decisamente “Wow”.

my brother's keeper film vr movieEsempio lampante di questo connubio totale tra cinema e realtà virtuale è il corto sulla Guerra Civile Americana My Brother’s Keeper, disponibile su YouTube e presentato qualche mese fa al Sundance Festival, uno dei maggiori appuntamenti del cinema statunitense indipendente. Senza guardare in casa d’altri, anche al “nostro” Future Film Festival, tenutosi a Bologna durante la prima settimana di Maggio, sono state proiettate numerose ed interessanti pellicole in VR nativo, come Miyubi, un film a 360 gradi lungo 40 minuti (quasi un record di categoria) che permette allo spettatore di calarsi nei panni di un robot giocattolo giapponese, regalato ad un bambino americano agli inizi degli anni 80.

Film in realtà virtuale: tra trovate commerciali ed esperimenti social

C’è poi una seconda categoria di film in realtà virtuale, quella delle pellicole adattate alla VR: si tratta spesso di grandi classici e serie TV di successo (tra queste, anche Breaking Bad), che vengono ottimizzati per la visione su caschi VR, ma che comunque non sono film in realtà virtuale veri e propri. Del resto, se non con un remake totale, è impossibile trasformare una pellicola tradizionale in un vero film in realtà virtuale.

Caso ancora diverso è quello riguardante alcuni colossi dell’intrattenimento, primo fra tutti Netflix, piattaforma che ha aperto le porte ad uno strano tipo di realtà virtuale: lo spettatore, indossando il visore VR, si ritrova seduto su un comodo divano virtuale, con di fronte un bel televisore pronto a trasmettere i suoi programmi preferiti. Una sorta di “cinema metafisico”, se così si può chiamare, dalla dubbia utilità: ovviamente, si tratta di un tentativo di avvicinare il vasto bacino di utenti di Netflix ad un mondo ancora poco conosciuto, probabilmente in visione di una futura trasformazione ben più radicale.

netflix vr virtual realitySimile la proposta di Facebook, che nei mesi scorsi ha presentato Facebook Spaces, declinazione in VR del Social Network più diffuso al mondo. In questo caso, indossando il visore, ci si calerà in un mondo di alter-ego virtuali (corrispondenti ad altrettanti profili reali), avendo la possibilità di svolgere numerose attività, e tra queste, anche la visione di filmati: un modo carino, ma anche in questo caso poco pratico, di implementare il cinema in realtà virtale all’interno di piattaforme già ampiamente collaudate.

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