Magic Leap: rivoluzionare la realtà aumentata eliminando i display

Nel mondo della realtà aumentata riescono a convivere colossi dell’informatica e piccole start-up: nessuno ha la ricetta perfetta per il successo, almeno per il momento, e la differenza tra società storiche e piccoli gruppi “indie” è minima. Cosa succede se una start-up si trova, in pochi mesi, a gestire fondi maggiori di molte altre realtà affermate? E’ il caso di Magic Leap, società che, nata qualche anno fa dall’unione di pochi sviluppatori, ha stuzzicato talmente tanto la fantasia di alcuni grandi investitori (tra gli altri, Google, AliBaba e Qualcomm), da ricevere fondi su fondi, fino a valere oggi diversi miliardi di dollari.

magic leap arOra, se tante società hanno deciso di firmare su due piedi assegni da centinaia di milioni di dollari, un motivo ci sarà, ma nessuno è ancora in grado di indicarlo con certezza. Per essere chiari, si sa che Magic Leap ha intenzione di rivoluzionare la realtà aumentata, e intende farlo eliminando dai visori il display, ma quello che non si sa è come intende sostituire questa componente presente su miliardi di device in tutto il mondo. Il progetto è segretissimo e, viste le cifre in ballo, non potrebbe essere altrimenti: l’unica notizia trapelata è che, alla base della tecnologia su cui sta lavorando Magic Leap, vi sono degli occhiali per la realtà aumentata in grado di proiettare l’immagine sulla retina dell’utilizzatore.

Nanomateriali, rifrazione, campi di luce: la ricetta segreta di Magic Leap

Quasi tutti i visori attualmente in circolazione, siano essi pensati per la realtà virtuale o aumentata, sono dotati di un display ad alta risoluzione, che sfrutta in genere la tecnologia OLED (piuttosto che IPS). Nonostante gli innegabili progressi fatti negli ultimi anni, i display sono ancora la principale causa di nausea e fastidio durante l’utilizzo dei visori VR: la loro latenza, espressa in millisecondi, diventa sempre più bassa, ma le immagini renderizzate continuano a far fatica a seguire gli spostamenti dell’utente, soprattutto se molto veloci. Questo “ritardo” causa spiacevoli artefatti visivi, e un’asincronia tra quello che gli occhi dovrebbero vedere e quello che invece viene mostrato.

magic leap ar teaserMagic Leap pensa di sopperire a tale limite tecnico usando una soluzione già vista sugli Hololens di Microsoft, ovvero proiettare l’immagine direttamente sulla retina. Facciamo un passo indietro: numerosi sono i sistemi che sono state sviluppati, soprattutto in ambito AR/VR, per “ingannare” l’occhio, creando le illusioni di profondità e distanza degli oggetti mostrati; tuttavia, ad uno sguardo più attento, il limite fisico del display è sempre presente, e spezza il sogno della realtà virtuale con la sua barriera di pixel. Gli occhiali di Magic Leap, invece, saranno in grado di amalgamare meglio realtà e fantasia, sia perchè l’immagine si formerà direttamente sulla retina dell’occhio, sia perchè le lenti non saranno perfettamente piatte.

Stando alle poche informazioni lasciate trapelare da Magic Leap, infatti, il visore utilizzerà delle trame realizzate grazie a specifici nanomateriali che, rifrangendo la luce, daranno l’idea che essa proviene da più punti nello spazio (come accade nella realtà). Si sa, inoltre, che verrà utilizzata una tecnologia basata sui light fields (campi di luce), già vista su alcune fotocamere sperimentali, che permette una gestione della messa a fuoco semplicemente impossibile per le altre tecnologie attuali.

magic leap ar glassesA questo punto è chiaro perchè tanti giganti dell’informatica abbiano puntato forte su Magic Leap: le idee ci sono, e anche i prototipi sembrano funzionare bene, tant’è che la commercializzazone di un primo tipo di occhiali potrebbe avvenire già verso la fine di quest’anno. Vista l’enorme differenza con gli altri visori attualmente commercializzati, è probabile che il dispositivo di Magic Leap sarà unico anche lato software, magari con un sistema operativo proprietario ottimizzato per tante nuove tecnologie.

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