PlayStation VR, la realtà virtuale sbarca su console

PlayStation VR è, al momento, l’unico tentativo di portare la realtà virtuale su console: sin dalla sua nascita nella versione moderna, e stiamo parlando di non più di qualche anno fa, la VR è stata concepita come un’interessante espansione per i pc gamer, che in genere sono i più propensi a spendere cifre importanti per il miglioramento della loro postazione da gioco. Chi acquista una console, invece, preferisce sacrificare le prestazioni in nome della comodità di utilizzo (accendo e faccio play) e di un costo finale non troppo elevato. Tutte caratteristiche che, almeno fino a pochi anni fa, erano estramamente lontane dal mondo della realtà virtuale.

Sony, con non poca lungimiranza, ha dimostrato che è invece possibile conciliare il console gaming e la realtà virtuale, e l’ha fatto non a parole, ma con i fatti, preparando e mettendo in vendita, in tempi piuttosto brevi, un visore per PlayStation 4 che non ha nulla da invidiare ai visori per PC, pur costando estremamente meno. PlayStation VR, questo il nome del visore, ha un prezzo di vendita molto inferiore a quello di HTC Vive e Oculus Rift, che sono i dispositivi di riferimento per la realtà virtuale su PC. A vantaggio del visore VR di Sony, poi, c’è anche il fatto che è semplice da collegare (per quanto possa essere semplice installare una stazione per la realtà virtuale): l’utente non deve minimamente preoccuparsi di driver da scaricare e problemi di compatibilità, deficit noto delle periferiche per pc, tanto più se complesse come i visori VR.

PlayStation VR, quali sono le caratteristiche tecniche, e come si collega?

PS VR

Si è detto poco fa che, dal punto di vista tecnico, PlayStation VR non ha nulla da invidiare ai visori VR per pc, ed è vero. Il PS VR vanta un display OLED da 5,7 pollici, con risoluzione pari a 1920×1080 pixel (ovvero 960×1080 pixel per occhio) con un campo visivo di 100 gradi: caratteristiche leggermente inferiori rispetto a quelle dei più blasonati visori per pc, ma che restano più che sufficienti per fornire un’ottima esperienza di gioco, e che sono ampiamente giustificate dalla sostanziale differenza di prezzo.

Ottimo anche il refresh-rate del display, uguale a 120 Hz, che però fa sorgere un piccolo problema: poiché il frame-rate massimo raggiungibile dalla PS4 è pari a 60 FPS (ma molti titoli non si avvicinano nemmeno a questa cifra), viene logico pensare che ci sia una discrepanza tra il numero di immagini mostrate dal visore per ogni secondo di gioco, e quelle effettivamente renderizzate dalla console, discrepanza che potrebbe creare spiacevoli effetti visivi. Sony ha risolto brillantemente il problema, grazie ad una tecnica chiamata riproiezione, che permette alla PS4 di raddoppiare il proprio refresh-rate generando dei frame interpolati (ma Sony ci tiene a precisare che la riproiezione è ben diversa dalla semplice interpolazione), ovvero creati digitalmente grazie ad appositi algoritmi che tengono in considerazione i movimenti della testa.

A questo punto, è bene fare chiarezza su come il PlayStation VR viene collegato alla console: oltre al visore vero e proprio, acquistando il PS VR si riceve anche una unità di elaborazione, un dispositivo simile ad una console, ma sensibilmente più piccolo, che viene frapposto tra il visore, la PS4 e il televisore, e si occupa di adattare per il display del visore le immagini provenienti dalla console. Può sembrare un sistema complesso, ma non lo è, poichè gran parte del cablaggio avviene tra le parti “statiche”, mentre il PlayStation VR vero e proprio è dotato di un unico cavo (con doppio connettore finale) che va collegato soltanto alla processing unity. A proposito, l’unità di elaborazione si occupa anche di generare l’audio 3D, di cui è possibile godere grazie alle cuffie in-ear presenti in confezione: è possibile usare, qualora lo si preferisse, qualsiasi tipo di auricolari con cavo da 3,5 mm, a patto che siano privi di audio surround.

Giungiamo ora al tasto dolente di PlayStation VR, ovvero la necessità di avere una PlayStation Camera (non presente in confezione) per funzionare, un accessorio non propriamente economico (prezzo ufficiale, circa 70 euro): una spesa in più che si va aggiungere ai 399 euro, che sono il prezzo di PlayStation VR, e, ovviamente, al costo della PlayStation 4. La PlayStation Camera serve a tracciare il movimento del videogiocatore, che può giocare sia tramite il classico controller Dual Shock, sia usando i controller PS Move, che aumentano sensibilmente l’immersione nel gioco: è disponibile acquiatre un’ulteriore periferica di gioco, chiamata controller di mira PS VR, appositamente studiata per gli FPS.

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PlayStation VR, quali sono i titoli compatibili?

PlayStation VR Worlds

playstation vr wolrds gameNon un gioco di realtà virtuale vero e proprio, ma una raccolta di cinque demo, piuttosto brevi, che servono a mettere in luce le potenzialità di PS VR: è questo PlasyStation VR Worlds, un titolo assolutamente da provare per chi ha appena acquistato il visore di Sony; peccato per il prezzo, elevato in rapporto all’effettivo tempo di gioco garantito (in totale, non più di qualche ora). E’ da premiare, però, la forte diversità tra i cinque giochi presenti, fattore questo che permette veramente di farsi subito un’idea generale del livello raggiunto da PS VR.

Si passa, infatti, dalle accese sparatorie nel cuore di Londra di The London Heist, alla snervante impotenza di Ocean Descent, che ci rinchiude in una gabbia nell’Oceano a qualche palmo di distanza da feroci squali, passando per la frenesia di Scavenger’s Odyssey, che ci fa vestire i panni di un alieno impegnato a guidare il proprio velivolo spaziale tra asteroidi e mostri giganti. Non mancano, poi, due piacevoli giochi arcade: Danger Ball, una sorta di flipper del futuro in cui dovremo controllarci con la CPU nel controllare una palla in movimento, e VR Luge, che ci mette alla guida di uno slittino da strada in una corsa contro il tempo, in cui raggiungere il checkpoint in tempo è l’unico modo di far andare avanti la partita. PlayStation VR Worlds è in vendita ad un prezzo di poco inferiore ai 30 euro.

Until Dawn: Rush of Blood

Until Dawn: Rush of Blood ps vr gameSpin-off del noto Until Dawn, Until Dawn: Rush of Blood mette il giocatore a bordo di una carrozza da montagne russe, catapultandolo, tra accelerazioni e frenate improvvise, in un’ambientazione tutt’altro che tranquilla. Tetri clown, zombie, animali deformati e mostri di ogni tipo cercheranno di frenare la corsa del giocatore, il cui compito è liberare i binari e cercare di arrivare al traguardo tutto intero.

Per farlo, ha in dotazione due pistole con caricatore infinito, che nel corso dell’esperienza possono essere sostituite da svariate armi, tutte però limitate. La realizzazione grafica di Until Dawn: Rush of Blood e il clima perennemente teso del gameplay rendono questo titolo uno dei più interessanti per gli appassionati del genere, che potranno acqusitarlo per meno di 20 euro.

Star Wars: Battlefront

star wars battlefrontUno dei capitoli meglio riusciti della saga Star Wars, Star Wars: Battlefront catapulta il giocatore nell’universo creato da George Lucas quasi mezzo secolo fa, ricostruito alla perfezione grazie all’enorme cura profusa nel ricreare veicoli, personaggi e scenari. Però, cosa c’entra con la VR? C’entra, perchè per Star Wars: Battlefront è stato reso disponibile un DLC, chiamato Rogue One X-Wing, che aggiunge una missione giocabile con il visore PlayStation VR.

Un piacevole plus che, anche se di breve durata (per completarla occorrono, più o meno, una ventina di minuti), permette di apprezzare la bontà sia del PS VR, sia anche dello stesso Star Wars: Battlefront, poichè la realtà virtuale amplifica la bontà grafica (ma non solo) del gioco. Cosa chiedere di più, ad un prezzo di poco superiore ai 20 euro?

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