Cos’è la realtà virtuale? Le definizioni tra scienza e filosofia

una stanza in realtà virtuale

La realtà virtuale (in inglese virtual reality) è una simulazione digitale tridimensionale di un ambiente realizzata da un computer, in cui possono interagire uno o più soggetti per mezzo di dispositivi elettronici. L’esperienza virtuale coinvolge uno o più sensi, con la fedele riproduzione di sensazioni visive, acustiche e tattili per mezzo di visori, auricolari, guanti e di altri apparecchi.

La precisione della rappresentazione degli scenari provoca negli utenti un forte senso di alienazione dalla realtà, tale da far provare come vera la percezione di un’esperienza prodotta artificialmente. La realtà virtuale è di due tipi: immersiva e non immersiva. Nel primo caso l’esperienza è totalizzante, grazie all’impiego di un sistema che coinvolge i sensi dell’individuo a 360° (per esempio per mezzo di un visore-casco). Nel secondo caso si parla di realtà aumentata: il dispositivo elettronico che si frappone tra l’utente e l’ambiente circostante restituisce all’individuo informazioni aggiuntive su ciò che vede nella realtà (come ad esempio nei Google Glasses).

Il significato di realtà virtuale secondo la filosofia e l’arte

Dal punto di vista filosofico la realtà virtuale rappresenterebbe il ricongiungimento di una scissione avvenuta millenni fa con l’invenzione della scrittura, una tecnica che ha stabilito per lungo tempo il primato della mente sul corpo. Questa nuova tecnologia immersiva, ingannando la mente attraverso la sfera sensoriale del corpo, ristabilisce un’unione fra essi, in una ritrovata interdipendenza.

leon battista alberti
Leon Battista Alberti, autore di De Pictura

Dal punto di vista artistico la realtà virtuale significa il superamento del principio della finestra albertiana, introdotto dall’architetto genovese Leon Battista Alberti. Nel De Pictura, trattato pubblicato nel 1435, l’artista rinascimentale spiega la nozione della prospettiva con la metafora della finestra: “dove io debbo dipingere scrivo uno quadrangolo di retti angoli quanto grande io voglio, el quale reputo essere una finestra aperta per donde io miri quello che quivi sarà dipinto”. Questa finestra aperta sul mondo, intesa anche come percezione della realtà, è stata mediata tecnologicamente nell’ultimo secolo da dispositivi ottici come il cinematografo, la televisione, il computer e infine lo smartphone, che hanno rappresentato l’interfaccia e anche il limite della conoscenza da parte dell’individuo. L’esperienza immersiva della realtà virtuale supererebbe questo principio, in quanto la finestra, prima confinata alla cornice dell’apparecchio, ora verrebbe estesa all’intero ambiente ricostruito digitalmente.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*