Oculus Rift, recensione del visore VR più popolare del momento

La realtà virtuale ha ormai invaso ogni settore dell’informatica, ma per ragioni soprattutto tecniche è ancora fortemente legata ai computer (desktop, soprattutto, ma in sempre più casi anche portatili). La maggiore potenza hardware permette di ottenere risultati sempre più prossimi alla perfezione, grazie anche a visori che, migliorandosi di anno in anno, offrono un’esperienza unica nel suo genere. Tra questi è impossibile non citare Oculus Rift, dispositivo che ha fatto e che continua a fare da traino per il mondo della realtà virtuale: dopo numerose versioni che hanno visto la luce nei 5 anni di attività di Oculus, si è giunti ora ad un prodotto definitivo, pronto alla commercializzazione di massa. Il nuovo Oculus Rift, infatti, ha dalla sua tre principali pregi che lo rendono un best buy: la comodità d’utilizzo, le performance ed un prezzo che, a differenza di alcuni tra i suoi principali rivali, continua a scendere di settimana in settimana, rendendolo tra i migliori visori di realtà virtuale sul mercato.

Il progetto Oculus nasce nel 2012 e, dopo diversi kit pubblicati nel corso degli anni (alcuni dedicati agli sviluppatori, altri per i videogiocatori) e l’acquisizione da parte di Facebook, è giunto ora ad una maturità che gli permette di entrare di diritto nell’Olimpo dei nomi noti dell’informatica. La versione commerciale di Oculus Rift è attualmente disponibile a tutti, e con una interessante novità: insieme al visore sono presenti nella confezione anche gli Oculus Touch Controller, dei joystick pensati per la realtà virtuale che migliorano di tanto l’esperienza utente; il tutto ad un prezzo, come vedremo, non eccessivamente alto.

7 risposte su Oculus Rift: dal prezzo ai requisiti minimi

Uno dei pregi maggiori di Oculus Rift è il suo sembrare un dispositivo venuto sì dal futuro, ma finito e pronto all’uso già nel presente. Il design è elegante e, rispetto ad altri prodotti della concorrenza, non troppo azzardato: elevata è la cura profusa da Oculus tanto nella progettazione, quanto nella scelta dei materiali e nel packaging. Ulteriore punto di forza di Oculus Rift è il peso ridotto che contribuisce ad aumentare la comodità generale del visore, permettendo al videogiocatore di avventurarsi in esperienze VR piuttosto lunghe senza soffrire particolari fastidi.

  • E’ possibile utilizzare il visore Oculus Rift indossando gli occhiali? Sì, perchè Oculus Rift è compatibile con tantissime montature di occhiali (dimensioni massime 142 mm di larghezza e 50 mm di altezza)
  • Oculus Rift è comodo da indossare? Sì, perché pesa poco (470 grammi), e la comodità è garantita anche dagli Oculus Rift Fit, i padiglioni (sostituibili) che mettono in contatto il visore con il volto di chi lo indossa. Inoltre le tre cinghie del visore redistribuiscono in modo equilibrato il peso sul viso.
  • Quanto costa Oculus Rift? Punto di forza di Oculus Rift è sicuramente il prezzo, ora pari a 419 euro: una cifra più che giusta e alla portata di tutti (o quasi).
  • Oculus Rift è calato di prezzo? Sì, e sensibilmente: a Dicembre 2016 il suo prezzo era di 699 euro.
  • Dove posso acquistare Oculus Rift? Oculus Rift è disponibile su numerosi store online, dallo store ufficiale di Oculus ad Amazon.
  • Quali sono i controller compatibili con Oculus Rift? Tanti: il consigliato è il controller di Xbox One, oltre ai controller dedicati Oculus Touch.
  • Ci sono requisiti minimi da rispettare? Sì, e sono controllabili dal sito ufficiale: in generale si parla di (minimo) un processore I3 di sesta generazione, scheda video GTX 960 e 8 GB di RAM.
  • Come collego Oculus Rift? Oculus Rift viene collegato al computer tramite due cavi USB (uno del visore, uno del sensore) e uno HDMI, oltre ai cavi dei controller.

In base a quanto detto, uno degli intralci maggiori che si potrebbe incontrare utilizzando l’Oculus Rift è il cavo che mette in collegamento il visore al pc, fungendo sia da cavo d’alimentazione che da cavo video: tuttavia la proposta di Oculus, ovvero far passare il cavo alle proprie spalle, sembra sopperire in modo soddisfacente a questo intoppo, che del resto sarà presente in ogni visore fino a che le connessioni wireless non garantiranno la stessa reattività di quelle cablate.

oculus riftPassando al lato prettamente tecnico, è difficile trovare un visore che riesca a superare Oculus Rift: troviamo a bordo un display OLED con risoluzione pari a 2160×1200 pixel e refresh rate a 90 Hz; il campo visivo è di 110 gradi. Ad un occhio attento, non sfuggirà che queste caratteristiche sono perfettamente sovrapponibili a quelle di HTC Vive, che però ha il difetto di avere un prezzo ed un peso sensibilmente maggiori. Nei prossimi anni, è verosimile ipotizzare che qualche visore (perchè no, magari della stessa Oculus) riuscirà a spingersi ancora oltre: nel futuro immediato, ad esempio, potrebbe riuscirci il Microsoft HoloLens, che però utilizza una tecnologia molto diversa, e diverso è anche il suo campo di applicazione.

Anche dal punto di vista dell’audio Oculus Rift la fa da padrone: questo visore VR integra un sistema composto da microfono e cuffie, quest’ultime in grado di restituire un audio direzionale 3D, molto più immersivo della resa sonora tradizionale presente sui visori della concorrenza. Per quanto riguarda il tracciamento, infine, Oculus Rift si appoggia ad un sistema di sensori molto affidabile: due di essi sono già presenti in confezione, ma è possibile acquistarne ulteriori separatamente (attualmente, al costo di 69 euro l’uno), anche perchè la stessa Oculus avvisa che con tre sensori aumenta l’affidabilità del tracking e l’area di gioco utilizzabile.

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Oculus Touch controller, i joystick studiati per la realtà virtuale

Hanno fatto il loro debutto all’inizio di quest’anno, dando un notevole boost alle vendite di Rift: gli Oculus Touch Controller sono dei joystick studiati per la realtà virtuale che permettono all’utente di destreggiarsi sia durante il gioco, sia anche nella funzionale “Oculus Home”, una sorta di “ingresso” al mondo della realtà virtuale made in Oculus ben studiato, che mette a proprio agio il videogiocatore, dandogli la possibilità di muoversi nello store e tra i giochi già disponibili.

Tornando agli Oculus Touch Controller, il primo merito di Oculus è quello di aver incluso i controller già all’interno della nuova versione di Oculus Rift: può sembrare cosa da poco, ma non lo è, perchè nonostante ora la confezione includa anche i controller, il prezzo non è aumentato, ma anzi è addirittura diminuito, renendo il visore di Oculus molto più economico di HTC Vive, che ora viene venduto a 699 euro, ma che fino a pochi mesi fa aveva un prezzo prossimo ai mille.

oculus touch controllerGli Oculus Touch Controller, che sono due ed ognuno specifico per la mano destra o sinistra, permettono di giocare e interagire mantenendo una posizione naturale delle mani: in effetti, si tratta di dispositivi in grado di combinare le possibilità offerte dal tracking delle mani (i movimenti vengono trasportati fedelmente in game) a quelle di un controller tradizionali. Non mancano, infatti, due stick analogici (uno per ogni controller) estremamente precisi, sei tasti fisici e quattro grilletti il cui input varia in base alla pressione (sono sensibili, cioè, alla forza applicata). Il feedback tattile, poi, permette di dare una parvenza di solidità ad un mondo prettamente etereo come quello della realtà virtuale.

Il giudizio su Oculus Rift: è ancora un lusso per pochi?

L’Oculus Rift, come visto, è probabilmente il visore VR più maturo disponibile sul mercato. L’interfaccia utente è ben studiata, i fastidi dovuti ad un uso prolungato sono sempre meno presenti, anche il sistema di comandi, grazie agli Oculus Touch Controller, è sensibilmente migliorato: tuttavia, non mancano ancora dei punti di debolezza che però, a onor del vero, sono comuni a tutti i dispositivi i questo genere. L’intoppo principale è la potenza di calcolo necessaria: fattore non da poco, le componenti in grado di lavorare con Oculus Rift sono tutte di fascia alta, e un computer in grado di non arrancare con il visore di Oculus, anche se assemblato personalmente, costa sempre una cifra considerevole. Per sopperire in parte a tale problema, e venire incontro a chi non ha le capacità di assemblare da sè la propria macchina da guerra, Oculus ha avviato una collaborazione con diversi produttori di pc (come Asus e Razor), favorendo l’uscita sul mercato di computer “certificati” per la VR, e non troppo costosi: il prezzo di partenza, ad esempio, è 799 $ per l’Asus VivoPC X, un ottimo prodotto che però, putroppo, non è ancora disponibile in Italia.

Oculus Rift si candida quindi ad essere il punto di svolta per la realtà virtuale: se prima si trattava di una tecnologia riservata a pochi, soprattutto a causa dei prezzi proibitivi dei prodotti per essa pensati, oggi la differenza di prezzo con altri prodotti tecnologici è quasi totalmente scomparsa. Come visto, i nostri compagni d’oltreoceano possono portarsi a casa una piattaforma VR completa (visore incluso) per una cifra vicina ai 1000 $, mentre noi del vecchio continente siamo probabilmente destinati a spendere qualcosina in più, anche se l’abbassamento generale dei prezzi ha permesso di aumentare sensibilmente il bacino di utenza anche dalle nostre parti.

Il futuro, quindi, fa ben sperare: del resto la stessa Oculus, e in particolare il gruppo Facebook di cui è proprietà, hanno grande interesse a rendere la realtà virtuale sempre più economica e, quindi, accessibile: obiettivo dichiarato è quello di raggiungere nei prossimi anni quota 1 miliardo di utenti connessi tramite la VR. Per farlo sarebbero già in cantiere una serie di nuovi dispositivi mid-range, come l’Oculus Go, un visore VR che non necessita di computer e che verrà venduto ad una cifra estremamente allettante: si parla, al momento, di 199 dollari, più o meno la cifra chiesta oggi per portarsi a casa uno smartphone di fascia medio-bassa.

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