Recensione Oculus Santa Cruz, il Rift economico e senza fili

Rendere i visori VR completamente autonomi è il grande obiettivo che Oculus si è posta negli ultimi mesi: nel caso degli headset per dispositivi mobili la risposta è stata Oculus Go, un visore stand-alone basato su CPU Snapdragon in grado di eguagliare e superare le prestazioni dei classici visori per smartphone senza la necessità, appunto, di avere al suo interno uno smartphone. Più difficile è, invece, offrire un’esperienza simile a quella data dai visori per pc (come Oculus Rift e HTC Vive) che, appoggiandosi al computer per funzionare, contano su una potenza di calcolo ben maggiore di quella che può offrire qualsiasi piattaforma mobile. Tuttavia, Oculus non ha desistito dall’obiettivo, concentrandosi su un secondo progetto, chiamato Project Santa Cruz, parallelo a Oculus Go, ma che potrebbe avere tempi più lunghi del primo visore.

Oculus Santa Cruz: tracking attivo, nuovi controller e tanta potenza

Sia chiaro sin da subito, Santa Cruz non sarà il nome del visore (come ribadito da Hugo Barra, responsabile della sezione VR di Facebook, proprietaria di Oculus), ma è solo il nome con cui, al momento, viene indicato questo ambizioso progetto, che punta ad avvicinare le performance dei visori mobili a quelli degli headset per computer. Per comodità, comunque, continueremo a parlare di questo misterioso visore come di Oculus Santa Cruz, visore che, come prezzo, si collocherà probabilmente più in alto di Oculus Go.

Un primo prototipo del dispositivo ha fatto la sua comparsa circa un anno fa, ma l’Oculus Santa Cruz mostrato a pochi fortunati nelle ultime settimane è un visore totalmente diverso da quello di partenza. Basti pensare che la prima versione necessitava di un computer esterno per funzionare, mentre quella attuale racchiude dentro di sè già tutto l’hardware necessario: un hardware avvolto nel mistero, che potrebbe essere basato sul processore Snapdragon 835, punta di diamante della produzione Qualcomm, ma che resta comunque un processore da smartphone. Come Oculus intenda anche solo avvicinarsi alle performance di visori che si avvalgono di CPU desktop e schede video dedicate, è poco chiaro: è stato più volte ribadito, però, che con piccoli accorgimenti da parte degli sviluppatori e un’ottimizzazione software impeccabile, Santa Cruz riuscirà ad offrire un’esperienza di gioco molto simile a quella di Oculus Rift.

oculus santa cruz controllerE’ giusto avere dei dubbi a riguardo, ma è giusto anche confidare in Oculus: del resto è stata già in grado di trovare soluzioni a problemi all’apparenza irrisolvibili, come creare un sistema di tracking che non necessita di sensori esterni per funzionare. Piccolo spoiler, anche questa potrebbe essere una caratteristica di Santa Cruz, ovvero un sistema chiamato “inside-out” in grado di offrire, grazie a sensori “attivi”, 6 gradi di libertà senza necessità di installare camere e sensori esterni: tutto è già presente a bordo del visore, che sarà dotato anche di due controller dedicati, per ora noti come Santa Cruz Controller, ispirati agli Oculus Touch ma, sotto alcuni punti di vista, ancora più avanzati.

  • Che cos’è Oculus Santa Cruz? Oculus Santa Cruz è il nome con cui viene chiamato un futuro visore stand-alone di Oculus.
  • Cosa permette di fare Oculus Santa Cruz? Stando alle parole degli sviluppatori, Santa Cruz potrebbe offrire performance simili a quelle di Oculus Rift.
  • Quando sarà disponibile Oculus Santa Cruz? Non è ancora chiaro: quasi sicuramente dopo Oculus Go, e quindi nella seconda parte del 2018, se non anche all’inizio del 2019.
  • Quanto costerà Oculus Santa Cruz? Mistero anche sul prezzo: è giusto credere che Santa Cruz costerà più di Go, ma meno di Rift, quindi una cifra compresa tra i 300 e i 400 dollari.