Samsung Gear VR, recensione e ultime novità del visore di Samsung

Nonostante la realtà virtuale su computer (e console) abbia maggiori potenzialità della controparte smartphone, vista la potenza di calcolo maggiore, a livello commerciale sono proprio i visori VR per dispositivi mobili a riscuotere maggiore successo. Ovviamente, a influenzare le vendite è sicuramente il prezzo, che nel caso degli headset per smartphone è estremamente più basso rispetto ai visori VR per computer: basti pensare che i primi, nelle loro versioni più essenziali, costano solo pochi euro, contro le svariate centinaia richiesti da Oculus Rift e compagnia. Così, mentre a godere della VR su pc sono solo ancora pochissimi fortunati, ad indossare un visore per smartphone è stato un numero di utenti estremamente maggiore: sono ormai milioni i dispositivi di questo tipo in circolazione, con alcuni nomi noti che si sono imposti come punto di riferimento negli ultimi mesi; tra questi, Samsung Gear VR occupa sicuramente uno dei gradini più alti del podio.

Il progetto Gear VR è andato, negli ultimi anni, di pari passo con lo sviluppo delle linee Galaxy S e Galaxy Note, che sono note essere le due punte di diamante della produzione smartphone di Samsung. Questo connubio è stato ripreso anche lato marketing, tant’è che spesso il visore Gear VR veniva e viene regalato a chi acquista un nuovo top di gamma Samsung. Una mossa forse avventata, ma che ha dato i suoi frutti, se si pensa che ad oggi il Samsung Gear VR è uno dei visori VR più usati al mondo, e nel 2016 è stato addirittura il più venduto, con 4,5 milioni di unità acquistate in tutto il mondo. Visto il sempre maggiore affollamento nel mercato dei visori VR, o almeno in quello dei visori VR per smartphone (i più economici), viene da chiedersi come Samsung sia stata in grado di riportare un tale successo, e come intende fare per replicare anche in futuro risultati tanto soddisfacenti, magari gettandosi anche in progetti di più ampio respiro.

Gear VR 2017: cosa bolle nella pentola di Samsung?

Così come gli smartphone di Samsung diventano ogni anno più completi e performanti, e perchè no, migliori anche dal punto di vista del desing, allo stesso modo Samsung Gear VR è in perenne miglioramento: Samsung, tenendo conto anche dei feedback degli utenti, migliora il proprio visore con il passare dei mesi, commercializzando nuove versioni che si distinguono dalle precedenti per una maggiore comodità d’uso, per le maggiori potenzialità e per la struttura sempre più ottimizzata (meno ingombro e peso).

L’ultimo visore VR made in Samsung disponibile all’acquisto è il Samsung Gear VR 2017, device che ha introdotto la grossa novità di un controller wireless dedicato. Ma partiamo dall’inizio: il Gear VR del 2017, dal punto di vista hardware, riprende quasi in toto la versione precedente, con un campo visivo pari a 101° e la possibilità di regolare la messa a fuoco. Nonostante l’introduzione di un controller dedicato, il visore continua ad avere sulla parte destra due tasti fisici, uno per tornare indietro e uno per tornare alla home, uniti ad un ampio trackpad circolare con cui navigare nella realtà virtuale.

 

Simili sono i comandi presenti sul controller wireless, che si collega allo smartphone tramite Bluetooth, e che è dotato, oltre che dei due tasti (Home e Back) e del trackpad circolare, anche di un bilanciere per regolare il volume e di un comodo grilletto sulla parte posteriore, facile da raggiungere e utilissimo nei giochi che richiedono click precisi o continui. I movimenti effettutati dalla mano quando impugna il controller vengono ripresi con precisione all’interno dell’esperienza VR.

samsung gear vr galaxyTornando al visore, sono stati fatti passi avanti riguardo la comodità d’uso, ma la pecca principale resta ancora l’alimentazione: il Gear VR 2017 non è dotato di batteria ricaricabile, ma necessita di due batterie stilo AAA che forniscono 40 giorni di autonomia con un uso medio (2 ore al giorno). Tale scelta, oltre ad essere antieconomica (il consiglio è sempre quello di acquistare batterie stilo ricaricabili), peggiora anche l’esperienza utente: basti pensare ai momenti in cui non si può usare il visore semplicemente perchè non si hanno a portata di mano nuove batterie da sostituire a quelle ormai scariche. Lato connettività, il Gear VR 2017 è compatibile sia con connessioni USB Type-C che Micro USB, e accetta i Samsung Galaxy S6, S6 Edge, S7, S7 Edge, S8 e S8, oltre che il Galaxy Note 5.

Presente e futuro, come si sta muovendo Samsung?

A differenza di altri dispositivi di questo tipo, Samsung Gear VR soffre meno la mancanza di app dedicate: basti pensare che sono circa 800 le app compatibili con questo visore, e questo numero continua a crescere di settimana in settimana, grazie all’incessante lavoro dei team che stanno provando a rendere la realtà virtuale, perdonate il gioco di parole, una realtà dell’intrattenimento dei giorni nostri.

La stessa Samsung non è da meno, e punta a conquistare sempre più utenti per il proprio Gear VR offrendo un servizio d’assistenza, sia hardware che software, di prim’ordine, investendo nel frattempo su nuovi contenuti dedicati. Le Social Room, ad esempio, sono delle stanze virtuali che permettono di rimanere in contatto con i propri amici utilizzando Gear VR, chattando e guardando video insieme proprio come se ciò stesse accadendo nella realtà. Come tutte le tecnologie “debuttanti”, a decretare il successo futuro di Samsung Gear VR, così come di altri visori per smartphone, sarà soprattutto il numero di utilizzatori che, se destinato ancora (come si spera) a crescere, potrebbe dare una spinta alla creazione di nuovi e migliori contenuti.

Riassumendo, quindi, il Gear VR  il tentativo riuscito di avvicinare l’esperienza VR smartphone a quella più completa dei visori per PC, grazie anche ad un’ampia offerta di contenuti già godibili (ma non sempre economici), la cui realizzazione è stata possibile anche grazie alla partnership tra Samsung e Oculus. Il prezzo, pari a 129 euro (euro in più, euro meno, in base al rivenditore), lo rende più costoso di altri visori per smartphone, ma molto più economico di dispositivi come l’Oculus Rift e l’HTC Vive: una interessante via di mezzo, insomma, che fa ben sperare in un futuro coinvolgimento di Samsung nella “VR per grandi”, magari con lo sviluppo di una piattaforma proprietaria più costosa e performante che possa scuotere il mercato.

L’arrivo di nuovi visori concorrenti, come Oculus Go (che dovrebbe costare poco più del Gear VR, ma avere a bordo un hardware dedicato), potrebbe spingere Samsung a investire di più nella realtà virtuale, e a presentare ulteriori novità già nel 2018. Per ora, si tratta solamente di previsioni, anche per il colosso coreano, come già accaduto nel passato recente (basti pensare a Samsung Galaxy S8), punta molto sull’effetto sorpresa.

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